Pozzo Sella

Pozzo Sella, situato all’interno del sito di Monteponi, fu costruito fra il 1872 ed 1874 per estrarre l’acqua che impediva la coltivazione dei minerali.  Col passare del tempo la struttura esterna, rimarchevole per le caratteristiche architettoniche, fu destinata ad ospitare i servizi tecnologici della miniera come l’officina meccanica, le forge e la falegnameria. Fare tappa al Pozzo permette un singolare viaggio nel tempo riportando il visitatore all’epoca della piena attività della miniera dando la sensazione che solo pochi giorni prima i minatori abbiano abbandonato quei luoghi. Le visite guidate di Monteponi e Pozzo Sella sono solo su prenotazione. INFORMAZIONE Indirizzo: Località Monteponi, 09016 Iglesias SU E-mail: associazionepozzosella@gmail.com

Monteponi

L’imponente complesso minerario alle porte della città di Iglesias, prese vita grazie ad una concessione del Regno Sabaudo a metà Ottocento. Diretti prima da Giulio Keller, abile ingegnere ungherese e poi dall’appena ventitreenne Adolfo Pellegrini, i lavori diedero vita alla splendida palazzina Bellavista sede della direzione, agli alloggi per i minatori e spacci, alcune laverie per la cernita dei minerali e alle strutture per l’attività estrattiva fra cui le più importanti: Pozzo Sella e Pozzo Vittorio Emanuele messi in comunicazione dalla Galleria Villamarina. Nel suo periodo aureo Monteponi ospitò sino a 1000 operai.  Oggi chiunque voglia avere idea del passato minerario del Sulcis deve assolutamente visitare il villaggio ormai abbandonato che si staglia imponente e un pò spettrale sul costone di una collina a pochi chilometri dalla città. Si suggerisce per godere appieno dell’atmosfera ed avere tutti gli elementi per la comprensione dei luoghi di usufruire dell’accompagnamento di una delle abili guide locali. Le visite guidate alla foresteria di Monteponi sono solo su prenotazione e sono a cura del Cissa. INFORMAZIONE Indirizzo: Villa Bellavista, Località Miniere Monteponi, 09016 Monteponi CI Telefono:  +39 0781274507  E-mail: infoturistiche@comune.iglesias.ca.it

Galleria Villamarina

Prende il nome dal marchese di Villamarina, viceré del regno di Sardegna ed è stata scavata nel 1852 a 174 metri sul livello del mare. La galleria metteva in contatto i due pozzi principali: il pozzo Sella ed il pozzo Vittorio Emanuele.  Il primo, fu progettato dall’ing. Pellegrini per estrarre l’acqua che impediva la coltivazione dei minerali; Pozzo Vittorio Emanuele invece, trasportava le persone e i minerali.  Una visita alla galleria costituisce un’affascinante immersione nella dimensione sotterranea della miniera. BIGLIETTI E INFORMAZIONI UTILI Il numero dei visitatori è contingentato per motivi di sicurezza. Si consiglia vivamente di acquistare il biglietto prima della visita. I biglietti per la visita guidata di Galleria Villamarina possono essere acquistati: – dal form presente in questa pagina– nella biglietteria dell’Ufficio del Turismo di Piazza Municipio– nella biglietteria di Galleria Villamarina Si consiglia di presentarsi in biglietteria, con la ricevuta del biglietto cartacea o digitale, con 15 minuti di anticipo.  Il ritardo comporta la mancata visita e non dà diritto al rimborso. La visita guidata dura circa 50 minuti e si svolge in piano, su sterrato abbastanza regolare. Per questo motivo con le dovute valutazioni riferibili ai singoli casi, il sito è accessibile, con la presenza di un accompagnatore, a chi ha problemi di disabilità motoria. E’ obbligatorio l’utilizzo di scarpe chiuse, e si consiglia di avere con sè una giacca o felpa. Visite in inglese alle ore 11:00, 14:00, 16:00 Non è consentito l’ingresso agli animali, i bambini devono camminare per tutta la durata della visita, ma in caso di mancata deambulazione autonoma devono essere tenuti in un marsupio. PREZZI Intero: 10.00 euro Ridotto (ragazzi dai 6/12 anni e senior +65): 6.50 euro Pellegrini CMSB (con credenziale): 6.50 euro Gruppi (almeno 20 adulti paganti): 8.00 euro Scuole: 6.50 euro (non acquistabile online) Per gruppi superiori a 25 persone è necessario rivolgersi all’Ufficio del Turismo. Non si accettano prenotazioni per vie telefoniche o e-mail.  INFORMAZIONE Indirizzo: Ufficio del Turismo Piazza Municipio, 1 – 09016 Iglesias – CA Telefono:  +39 0781 274507 E-mail: infoturistiche@comune.iglesias.ca.it

Laveria Lamarmora e Miniera di Nebida

Costituisce uno dei monumenti più suggestivi del paesaggio minerario. Incastonata sul declivio che si affaccia sul mare di Nebida, oggi è il maestoso fantasma di un’antica laveria. Lo stabilimento veniva utilizzato per la cernita, separazione dei minerali dalle rocce comuni, attività demandata soprattutto alle donne.La laveria sorgeva vicino ai forni di calcinazione, ai magazzini di stoccaggio e al molo da cui venivano imbarcati i materiali. Si trattava principalmente di piombo e zinco. Nel 1919 Nebida ospitava tremila persone, un terzo dei quali impiegati nella miniera.La miniera conobbe un lungo periodo florido nella prima metà del XX secolo, interrotto soltanto dalle due guerre mondiali chiudendo definitivamente negli anni Settanta. Oggi lo scheletro dell’antica struttura campeggia sulla magnifica scogliera di Nebida di fronte ai 5 faraglioni e costituisce uno degli sfondi preferiti per le foto ricordo del territorio iglesiente. Il sito non è al momento visitabile a causa di lavori di messa in sicurezza.

Grotta di Santa Barbara e Miniera di San Giovanni

La Grotta di Santa Barbara garantisce l’effetto sorpresa più eclatante nell’offerta turistica iglesiente: un tesoro unico al mondo reso possibile dal lavoro dell’uomo e dall’opera della natura. Anche la storia della sua scoperta è sorprendente. Ha luogo nel 1952, durante uno scavo per la costruzione di una galleria ascendente si manifestò, sotto gli occhi increduli degli operai che avevano abbattuto una parete rocciosa, il fantastico spettacolo di questo magnifico antro. La grande cavità naturale era sconosciuta al mondo scientifico perché celata nel cuore della montagna. La grotta è un caso esemplare per i cristalli tabulari di barite bruno scuro che ne tappezzano le pareti e si apre tra lo strato roccioso di calcare ceroide e la dolomia gialla silicizzata, formazioni del Cambrico inferiore che risalgono a circa 500 milioni di anni fa. Questo sito di grande fascino è situato all’interno della Miniera di San Giovanni ed è raggiungibile attraverso un intricato sistema di gallerie sotterranee rese fruibili per mezzo di un trenino che, dopo un percorso di 700 metri, conduce a un ascensore che sale lungo un pozzo. Dall’ ingresso, posto sulla sommità di una scala a chiocciola, si apre una vera e propria cattedrale sotterranea, scintillante e maestosa. Le formazioni rocciose scolpiscono affascinanti e colorati bassorilievi rendendo la grotta un luogo da fiaba. San Giovanni è una delle miniere sarde più antiche sfruttata in epoca romana e pisana e forse anche precedentemente in periodo nuragico. L’attività industriale fu intrapresa nel 1867 dalla società inglese Gonnesa Mining Company Ltd che iniziò lo sfruttamento di minerali di Pb/Ag (Galena Argentifera) e Zn (Calamina e Blenda). La miniera si distingueva anche per i moderni impianti mineralurgici tra i quali una delle prime laverie meccaniche e innovative unità di flottazione. Svantaggiose situazioni di mercato, l’aumento dei costi energetici per l’eduzione delle acque e la diminuzione del tenore del minerale portarono nel 1998 alla chiusura della miniera, ultima dell’iglesiente a cessare l’attività. Biglietti e informazioni utili Il numero dei visitatori è contingentato per motivi di sicurezza. Si consiglia vivamente di acquistare il biglietto prima della visita. I biglietti per la visita guidata della Grotta Santa Barbara possono essere acquistati esclusivamente: – dal form presente in questa pagina– nella biglietteria dell’Ufficio del Turismo di Piazza Municipio Si consiglia di presentarsi in biglietteria, con la ricevuta del biglietto cartacea o digitale, con 20 minuti di anticipo.  Il ritardo comporta la mancata visita e non dà diritto al rimborso.  La visita dura  circa 1 ora 15 minuti e prevede l’ingresso in Miniera tramite un trenino motorizzato e un ascensore; l’accesso alla grotta avviene tramite una scala a chiocciola. Visite in inglese alle 11:30 e 15:30. La temperatura all’interno della Grotta è compresa tra 16/18 °C. Non è consentito l’ingresso agli animali, i bambini devono camminare per tutta la durata della visita, ma in caso di mancata deambulazione autonoma devono essere tenuti in un marsupio. Si consiglia un abbigliamento sportivo, e sono obbligatorie scarpe chiuse.  PREZZI Intero: 15,00 euroRidotto ragazzi (ragazzi dai 6/12 anni e senior +65): 12.00 euroPellegrini CMSB (con credenziale): 12.00 euroGruppi (almeno 15 adulti paganti): 13.00 euroScuole: 12.00 euro (non acquistabile online) Per gruppi superiori alle 15 persone è necessario rivolgersi all’Ufficio del Turismo. INFORMAZIONI Indirizzo: Ufficio del Turismo Piazza Municipio, 1 – 09016 Iglesias – CA Telefono:  +39 0781 274507  E-mail: infoturistiche@comune.iglesias.ca.it

Santuario di San Giuseppe

Costruito tra la fine del secolo XVI e gli inizi del XVII si caratterizza per le consuete forme tardo-gotiche.  L’edificio, presenta una semplice facciata sormontata da un timpano ed arricchita da una finestra ad oculo con vetri policromatici che compongono l’immagine di san Giuseppe e Gesù Bambino, mentre all’interno l’impianto ad aula è contraddistinto da una copertura con volta a sesto acuto.  L’altare ospita una struttura lignea che contiene il simulacro di San Giuseppe. Ai lati dell’aula si trovano due cappelle. In quella di destra è il simulacro di santa Lucia del XV secolo. In quella di sinistra una statua della Vergine del XVIII secolo, un Gesù bambino del XIX secolo e l’antica campana del santuario fatta fondere dal canonico Antonio Canavera nel 1639.  Nella sagrestia del santuario è conservata un’acquasantiera su cui è impressa un’effigie di santa Chiara mentre si difende dai saraceni innalzando l’ostensorio.

Santuario della Vergine del Buon Cammino

Il santuario sorse intorno agli anni ’30 del secolo XVII. Una delle due campane che attualmente si trovano nel campanile a vela che corona il prospetto dell’edificio risale al 1668. La chiesa venne totalmente ricostruita nel 1777, anno in cui i coniugi Maria Antioca Pisano e Antioco Bernardini, dopo aver ottenuto il nulla osta del vescovo, finanziarono i lavori. Alla costruzione settecentesca si aggiunse nel 1803 un altro corpo di fabbrica. Esso serviva per offrire ospitalità ai pellegrini nei giorni di festa. Un terzo elemento architettonico fu aggiunto ai precedenti nel 1817. La chiesa già dai primi decenni del Novecento minacciava rovina e gli eredi di Maria Antioca Pisano, non potendo provvedere alle riparazioni necessarie, decisero nel 1957 di cederne la proprietà all’autorità ecclesiastica. I lavori di rifacimento per quanto avviati a partire dal 1961 trovarono compimento solo con la solenne consacrazione della chiesa avvenuta nel 1977.  Dal 2002 la chiesa della Vergine del Buon Cammino che col suo caratteristico profilo dalle bianche mura domina dal colle omonimo la città di Iglesias, è affidata alle cure delle sorelle povere di Santa Chiara.

Santuario di Nostra Signora delle Grazie

Eletta ufficialmente Santuario il 18 ottobre 1985, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, originariamente intitolata a San Saturno, sorge probabilmente fra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo. La facciata è divisa in due ordini. Il primo, risalente al XIII secolo, inquadra il portale con architrave scolpito a girali d’acanto e sormontato da arco di scarico a tutto sesto che al suo interno conserva un’iscrizione recante lo stemma del canonico iglesiente Marco Canavera.  Il secondo ordine presenta una monofora dalle linee gotiche mentre la parte superiore, in cui si aprono due finestre, è di fattura seicentesca e termina con un timpano conserva una campana recante l’effige di santa Caterina d’Alessandria e la data 1649. L’interno ha pianta ad aula mononavata con copertura lignea sorretta da cinque archi a sesto acuto.  Nella seconda campata, sul lato sinistro, si trova la grata con una piccola porta che serviva per la comunione delle monache Clarisse dell’annesso monastero, poi soppresso. Sulla parete destra della quinta campata si trova in basso, inserita nel muro, l’iscrizione funebre in memoria del sacerdote cappuccino Benedetto da Iglesias morto nel 1713. Nell’ultima campata si aprono due piccole cappelle laterali. Quella di sinistra dedicata a San Francesco e quella di destra al Sacro Cuore di Gesù. Sulla parete di fondo, si trova il seicentesco simulacro ligneo di Nostra Signora delle Grazie, venerata dalla comunità iglesiente per aver liberato la città dal flagello delle locuste nel 1735.  La Festa di N.S. delle Grazie si celebra la seconda domenica di luglio di ogni anno. Durante la celebrazione eucaristica il Sindaco di Iglesias a nome della Municipalità e del popolo iglesiente rinnova l’antico voto alla Madonna rileggendo la Supplica e offrendo un cero come ringraziamento per la liberazione dalle voracissime locuste, che per un ventennio avevano devastato i campi, flagellando una popolazione già provata da siccità e peste. Nell’altare trova collocazione il grande reliquiario ligneo che venne realizzato da suor Giuseppina Pinna nel 1903 che custodisce le reliquie di san Placido donate al monastero iglesiente nel maggio del 1842 dal papa Gregorio XVI. Attualmente esposte alla venerazione e disposte nelle pareti della navata si trovano alcune tele di un certo interesse artistico e storico. Meritano, infatti, menzione i quadri raffiguranti rispettivamente san Saturno e la Vergine con Bambino. Il primo è opera di ignoto pittore ed è riconducibile ai secoli fine XVI e inizio e XVII. Il secondo (secc. XVIII – XIX) raffigura la Vergine attorniata dai santi Severo e Severino, Cartoforo e Vittorino che vengono venerati come protettori dei muratori.

Chiesa del Santo Salvatore

La chiesa del Santo Salvatore, sconsacrata dagli anni ‘60 dell’Ottocento, rappresenta uno dei rari esempi di architettura religiosa di epoca bizantina conservati in Sardegna.  La sua costruzione è, infatti, riconducibile al periodo compreso fra il IX e l’XI secolo, così come rivelano le sue strutture murarie, le uniche che, in assenza di documenti relativi a quell’epoca, possiamo interpellare per approfondire la conoscenza dell’antico edificio. La chiesa ha sviluppo planimetrico cruciforme, internamente è coperta da una volta a botte e in origine si concludeva a est con tre absidi di cui solo recentemente si sono rinvenute le tracce a livello di fondazione.

Chiesa di Sant’Antonio Abate

L’edificazione risalirebbe al X-XI secolo. Sul lato destro della facciata si apriva una finestra con cornice di mattoni oggi coperta. L’originario assetto dell’edificio, realizzato con forme artistiche e religiose bizantine, prevedeva tre navate (suddivise tra loro da arcate) e altrettante absidi semicircolari. Attualmente sono visibili l’aula centrale e la parte terminale della navata destra. L’aula centrale è suddivisa in quattro campate da archi trasversali a tutto sesto e realizzati in mattoni. Il soffitto originario, voltato a botte, è stato sostituito da una copertura di travi di legno. Sopra la porta che conduce alla sagrestia un’iscrizione ricorda i lavori di restauro compiuti nell’edificio negli anni 1923 – 1929 per iniziativa del vescovo Saturnino Peri e del canonico Oliviero Angioni.