Piazza Lamarmora

Piazza Lamarmora rappresenta il punto di intersezione di diverse strade e percorsi del centro storico ed è da sempre il più importante ritrovo dei cittadini di Iglesias.  Lo slargo è caratterizzato dalla fontana detta de “Su Maimoni”, una ricostruzione di recente realizzazione che ripropone un’antica fonte pubblica che si ergeva nella piazza sino al 1872, poi demolita per ragioni di viabilità. 

Piazza Sella e Piazza Oberdan

Piazza Sella con le sue panchine e le enormi aiuole che circondano alberi centenari, ha un ruolo centrale sia dal punto di vista sociale, come luogo di incontro, sia per quanto riguarda la viabilità per Cagliari. La prima evoluzione urbanistica della piazza si estese dal 1841 al 1885, con progressivi ampliamenti tra il 1909 e il 1914 che ne definirono la pianta quadrangolare. Al centro della piazza sorge il monumento a Quintino Sella, uno dei simboli più noti della città. Il Comune di Iglesias nel 1871 aveva conferito a Quintino Sella la cittadinanza onoraria. Alla sua morte, si costituì in città un comitato promotore per un monumento commemorativo. Il monumento, opera dello scultore Giuseppe Sartorio, fu eretto il 7 giugno 1885 e spostato intorno al 1909 al centro della piazza.  Adiacente a Piazza Sella, Piazza Oberdan custodisce uno dei più bei Monumenti ai Caduti della Sardegna, opera dell’illustre scultore sardo dell’epoca, Francesco Ciusa. L’opera fu commissionata da un comitato locale e venne inaugurata nel 1929.  Il monumento è dedicato alla guerra, non come impresa gloriosa ma come sacrificio. Questa interpretazione dell’artista non venne accolta dal comitato che gli impose di modificare l’opera con l’aggiunta di una “Vittoria alata”. Ciusa non approvò questa decisione e dopo aver realizzato la modifica, rifiutò moralmente la paternità dell’opera.

Le Mura e la Torre Guelfa

Le antiche mura di Iglesias sono i resti delle fortificazioni dell’epoca medievale che circondano il centro storico attuale della città.  In passato, le mura erano intervallate da 23 torri e 4 porte d’ingresso: Porta Maestra a sud, Porta Castello a sud-est, Porta Sant’Antonio a nord e Porta Nuova ad ovest; ovvero le porte d’accesso alla città antica.  Realizzate da pietrame misto, le mura alte circa 7 metri sono state più volte ristrutturate dai popoli che si sono susseguiti in città, prima i pisani e aragonesi e poi gli arborensi.  Nonostante gli interventi di ampliamento dello sviluppo urbano ne abbiano inglobato parecchi tratti all’interno di abitazioni private, parte delle mura risulta tuttora ben conservata e mantiene la caratteristica massiccia delle fortificazioni militari medievali.  Lungo un percorso murario unico in Sardegna, spicca la Torre Guelfa, situata nel punto più alto da cui si domina l’intera città e il territorio circostante Le antiche mura e la Torre Guelfa sono visitabili autonomamente.

Castello di Salvaterra

Il castello di Salvaterra, conosciuto in passato con il nome di castello di San Guantino, venne edificato in epoca medioevale, dopo il 1258, probabilmente per volere del conte Ugolino Della Gherardesca.  Costruito sul colle di Salvaterra, da cui prende il nome, all’epoca ricopriva una posizione strategica che gli consentiva di sorvegliare la città e di comunicare con gli altri castelli dei territori della Repubblica di Pisa: il Castello di Villamassargia, il Castello di Acquafredda di Siliqua e i castelli di San Michele Castro a Cagliari.  A fine ‘800, perse del tutto la sua funzione militare e venne unito ad una villa in stile neogotico e a una vetreria, progettate entrambe dall’ingegner Edoardo Sanna.  Oggi il castello offre una splendida vista sulla città, ospita diverse manifestazioni ma soprattutto ospita la mostra permanente di Storia e Torture Medievali.  L’esposizione comprende armi, corazze, macchine belliche e strumenti di tortura utilizzati nei processi dell’Inquisizione. Per visitare il Castello Salvaterra o prenotare la propria visita è necessario contattare l’Associazione Balestrieri Iglesias al +39 351 9783566  INFORMAZIONI Indirizzo: Via Monte Altari, 09016 Iglesias CI Telefono:  +39 351 97835669

Cimitero Monumentale

Il cimitero Monumentale di Iglesias, inaugurato il 20 Agosto del 1835, venne realizzato in prossimità della Chiesa di N.S. di Valverde, al di fuori della cinta muraria della città. Rivelatosi insufficiente per il progressivo aumento della popolazione, fu ampliato a più riprese a partire dall’anno 1850 e ben presto, anche per l’apporto dei più importanti artisti dell’epoca, divenne un vero e proprio campionario di opere d’arte, quasi “un museo a cielo aperto”. Il complesso monumentale è costituito da un corpo centrale piuttosto ampio, circondato da muri imponenti, abbellito da viali di cipressi e essenze mediterranee. Molto curato e frequentato assiduamente dalla popolazione, legata alla memoria dei suoi cari, costituisce una delle principali emergenze monumentali della città. Il Cimitero è famoso, in particolare, per le sculture di Giuseppe Sartorio (1854-1922), insigne artista che deve la sua iniziale fama al fatto di essere stato incaricato dai dirigenti piemontesi delle miniere iglesienti per erigere alcune statue in città. L’abilità del Sartorio e le sue splendide realizzazioni contribuirono ad accrescerne immediatamente la fama, trasformandolo in uno degli artisti più noti ed apprezzati in tutta la Sardegna, dove impiantò due laboratori, uno a Cagliari e l’altro a Sassari. Nel cimitero di Iglesias si conservano 65 opere della sua produzione statuaria.

Chiostro di San Francesco

La chiesa e il convento di San Francesco costituiscono una delle più interessanti e preziose testimonianze lasciate dai Minori Conventuali in Sardegna. Il chiostro era uno spazio aperto circondato da quattro lati porticati. Il convento ingloba alcuni bracci sviluppati sul modello di loggiati aperti al pian terreno, disposti intorno a un’area verde cui si accedeva da ampie arcate a tutto sesto in trachite rosa. Purtroppo la mancanza di fonti documentarie e i danni subiti durante gli anni ‘40 (quando fu adibito a rifugio antiaereo) non permettono di affermare se il chiostro che vediamo oggi sia proprio quello di origine.  Attualmente, a seguito di interventi di restauro, si è potuta recuperare una parte del complesso originario.

Istituto Minerario Asproni

L’Istituto Minerario “Giorgio Asproni” è stato costituito nel 1871 per volontà del ministro Quintino Sella, statista che ha dato un forte impulso alle attività di estrazione mineraria del territorio di Iglesias in quel periodo.  Il deputato riteneva necessario dotare la città, all’epoca ai massimi livelli della sua attività estrattiva, di una scuola che preparasse capi minatori e capi officina delle miniere.  L’Istituto, le cui aule e laboratori sono ancora miracolosamente imperniati dell’atmosfera di fine Ottocento, ha condotto sino ad oggi una gloriosa attività didattica diplomando periti che hanno lavorato nei giacimenti di tutto il mondo.  Oggi l’edificio storico ospita solo parte delle attività didattiche dell’Istituto ed è aperto ai visitatori che possono ammirare la sua ricchissima collezione mineraria. Il seminterrato dell’edificio ospita il Museo dell’Arte Mineraria.