Le Mura e la Torre Guelfa

Le antiche mura di Iglesias sono i resti delle fortificazioni dell’epoca medievale che circondano il centro storico attuale della città.  In passato, le mura erano intervallate da 23 torri e 4 porte d’ingresso: Porta Maestra a sud, Porta Castello a sud-est, Porta Sant’Antonio a nord e Porta Nuova ad ovest; ovvero le porte d’accesso alla città antica.  Realizzate da pietrame misto, le mura alte circa 7 metri sono state più volte ristrutturate dai popoli che si sono susseguiti in città, prima i pisani e aragonesi e poi gli arborensi.  Nonostante gli interventi di ampliamento dello sviluppo urbano ne abbiano inglobato parecchi tratti all’interno di abitazioni private, parte delle mura risulta tuttora ben conservata e mantiene la caratteristica massiccia delle fortificazioni militari medievali.  Lungo un percorso murario unico in Sardegna, spicca la Torre Guelfa, situata nel punto più alto da cui si domina l’intera città e il territorio circostante Le antiche mura e la Torre Guelfa sono visitabili autonomamente.

Castello di Salvaterra

Il castello di Salvaterra, conosciuto in passato con il nome di castello di San Guantino, venne edificato in epoca medioevale, dopo il 1258, probabilmente per volere del conte Ugolino Della Gherardesca.  Costruito sul colle di Salvaterra, da cui prende il nome, all’epoca ricopriva una posizione strategica che gli consentiva di sorvegliare la città e di comunicare con gli altri castelli dei territori della Repubblica di Pisa: il Castello di Villamassargia, il Castello di Acquafredda di Siliqua e i castelli di San Michele Castro a Cagliari.  A fine ‘800, perse del tutto la sua funzione militare e venne unito ad una villa in stile neogotico e a una vetreria, progettate entrambe dall’ingegner Edoardo Sanna.  Oggi il castello offre una splendida vista sulla città, ospita diverse manifestazioni ma soprattutto ospita la mostra permanente di Storia e Torture Medievali.  L’esposizione comprende armi, corazze, macchine belliche e strumenti di tortura utilizzati nei processi dell’Inquisizione. Per visitare il Castello Salvaterra o prenotare la propria visita è necessario contattare l’Associazione Balestrieri Iglesias al +39 351 9783566  INFORMAZIONI Indirizzo: Via Monte Altari, 09016 Iglesias CI Telefono:  +39 351 97835669

Cimitero Monumentale

Il cimitero Monumentale di Iglesias, inaugurato il 20 Agosto del 1835, venne realizzato in prossimità della Chiesa di N.S. di Valverde, al di fuori della cinta muraria della città. Rivelatosi insufficiente per il progressivo aumento della popolazione, fu ampliato a più riprese a partire dall’anno 1850 e ben presto, anche per l’apporto dei più importanti artisti dell’epoca, divenne un vero e proprio campionario di opere d’arte, quasi “un museo a cielo aperto”. Il complesso monumentale è costituito da un corpo centrale piuttosto ampio, circondato da muri imponenti, abbellito da viali di cipressi e essenze mediterranee. Molto curato e frequentato assiduamente dalla popolazione, legata alla memoria dei suoi cari, costituisce una delle principali emergenze monumentali della città. Il Cimitero è famoso, in particolare, per le sculture di Giuseppe Sartorio (1854-1922), insigne artista che deve la sua iniziale fama al fatto di essere stato incaricato dai dirigenti piemontesi delle miniere iglesienti per erigere alcune statue in città. L’abilità del Sartorio e le sue splendide realizzazioni contribuirono ad accrescerne immediatamente la fama, trasformandolo in uno degli artisti più noti ed apprezzati in tutta la Sardegna, dove impiantò due laboratori, uno a Cagliari e l’altro a Sassari. Nel cimitero di Iglesias si conservano 65 opere della sua produzione statuaria.

Chiostro di San Francesco

La chiesa e il convento di San Francesco costituiscono una delle più interessanti e preziose testimonianze lasciate dai Minori Conventuali in Sardegna. Il chiostro era uno spazio aperto circondato da quattro lati porticati. Il convento ingloba alcuni bracci sviluppati sul modello di loggiati aperti al pian terreno, disposti intorno a un’area verde cui si accedeva da ampie arcate a tutto sesto in trachite rosa. Purtroppo la mancanza di fonti documentarie e i danni subiti durante gli anni ‘40 (quando fu adibito a rifugio antiaereo) non permettono di affermare se il chiostro che vediamo oggi sia proprio quello di origine.  Attualmente, a seguito di interventi di restauro, si è potuta recuperare una parte del complesso originario.

Istituto Minerario Asproni

L’Istituto Minerario “Giorgio Asproni” è stato costituito nel 1871 per volontà del ministro Quintino Sella, statista che ha dato un forte impulso alle attività di estrazione mineraria del territorio di Iglesias in quel periodo.  Il deputato riteneva necessario dotare la città, all’epoca ai massimi livelli della sua attività estrattiva, di una scuola che preparasse capi minatori e capi officina delle miniere.  L’Istituto, le cui aule e laboratori sono ancora miracolosamente imperniati dell’atmosfera di fine Ottocento, ha condotto sino ad oggi una gloriosa attività didattica diplomando periti che hanno lavorato nei giacimenti di tutto il mondo.  Oggi l’edificio storico ospita solo parte delle attività didattiche dell’Istituto ed è aperto ai visitatori che possono ammirare la sua ricchissima collezione mineraria. Il seminterrato dell’edificio ospita il Museo dell’Arte Mineraria.

Scopri i siti minerari di Iglesias e la loro gloriosa storia

Il territorio di Iglesias è senza alcun dubbio il protagonista della rivoluzione mineraria in Sardegna. In passato, l’elevata presenza di risorse minerarie, attrasse le grandi potenze del Mediterraneo che diedero il via a un intenso sfruttamento delle miniere metallifere dell’Iglesiente. Oggi la città è testimone di un passato minerario glorioso riconosciuto in tutto il mondo. Ecco i siti minerari che si possono visitare durante una vacanza nell’Iglesiente: Porto Flavia Non si può visitare Iglesias senza fare un salto nel “porto” che ha rivoluzionato il sistema di imbarco dei minerali. Il porto è rimasto operativo fino agli anni ’60 del Novecento, fu dismesso infatti con il progressivo abbandono dell’attività estrattiva della zona. Alla fine del Novecento Porto Flavia è stato sottoposto a un intervento di restauro e attualmente è aperto ai turisti attraverso visite guidate. SCOPRI PORTO FLAVIA Grotta di Santa Barbara Un altro gioiello del territorio di Iglesias è la Grotta di Santa Barbara. Una sorprendente scoperta fatta nel 1952 in cui degli operai, durante gli scavi per la costruzione di un fornello minerario, trovarono davanti ai propri occhi questo antro spettacolare. La grande cavità naturale era sconosciuta al mondo scientifico perché celata nel cuore della montagna. SCOPRI LA GROTTA DI SANTA BARBARA Laveria Lamarmora Si tratta di uno dei complessi minerari più affascinanti e suggestivi di tutta la Sardegna. Si trova a Nebida, frazione di Iglesias, da cui dista 15 chilometri. Del complesso originale restano oggi, oltre alla maestosa laveria sul mare, la palazzina degli uffici tecnici e amministrativi e il piccolo villaggio minerario. SCOPRI LAVERIA LAMARMORA Monteponi L’imponente complesso alle porte della città di Iglesias rappresenta uno dei siti compresi nel parco geominerario della Sardegna. Si tratta di uno tra i più affascinanti e meglio conservati siti di archeologia industriale. Nel suo periodo aureo Monteponi ospitò sino a 1000 operai. Durante l’epoca mineraria vennero costruite anche le strutture per l’attività estrattiva: Pozzo Sella e Pozzo Vittorio Emanuele messi in comunicazione dalla Galleria Villamarina. SCOPRI MONTEPONI

Iglesias in 3 giorni: alla scoperta della città mineraria

Tra le straordinarie cittadine del Sud Sardegna, Iglesias vale sicuramente una visita. La  città un tempo era nota in pisano antico come “Villa di Chiesa” per poi trasformarsi in “Iglesias” durante la dominazione spagnola. Iglesias conta poco più di 27mila abitanti ed è famosa per la sua costa selvaggia e il glorioso passato minerario che l’ha caratterizzata.  La città è ricca di attrazioni culturali, paesaggi mozzafiato e tradizioni secolari.  Ecco un piccolo itinerario di 3 giorni con tutti i luoghi da non perdere assolutamente di questo magnifico territorio! Giorno 1 Per iniziare a conoscere Iglesias, non c’è niente di meglio che passeggiare per il suo centro storico. Una delle caratteristiche più peculiari della città sono senza dubbio le antiche mura medioevali di cui ancora oggi si può osservare il buono stato di conservazione.  Durante la passeggiata, sarà sicuramente sorprendente imbattersi in Piazza Lamarmora, una graziosa piazza che durante il periodo estivo si trasforma in un tripudio di colori grazie all’installazione di piccoli ombrellini.Iglesias è conosciuta per le sue numerose chiese: la più importante è sicuramente la Cattedrale di Santa Chiara, l’unica cattedrale al mondo dedicata a Santa Chiara D’Assisi. Dato il suo passato minerario, per comprendere a fondo la storia della città, è fondamentale la visita al Museo Dell’Arte Mineraria ospitato nell’Istituto Minerario Asproni. Giorno 2 La città è talmente tanto ricca di attrazioni culturali e naturali che durante il secondo giorno di visita ci sarà l’imbarazzo della scelta.  Sopra una collina del centro storico si erge il Castello Salvaterra, edificato in epoca medioevale, che oggi ospita la mostra permanente “Storia e Torture Medievali.”  Una tappa da non perdere è sicuramente la miniera abbandonata di Monteponi, una delle più affascinanti testimonianze della storia mineraria della Sardegna. In passato, il sito è stato uno degli impianti estrattivi principali in Italia, con edifici moderni e strutture all’avanguardia.  Per concludere la giornata, Piazza Sella rappresenta un ruolo centrale dal punto di vista sociale come luogo di incontro dei cittadini. Le panchine e le grandi aiuole che circondano gli alberi centenari faranno da cornice a un momento di relax. Giorno 3 Il terzo giorno è quello dedicato alla scoperta del monumento di archeologia industriale che ha rivoluzionato l’industria mineraria del territorio. Porto Flavia è un vero e proprio capolavoro di ingegneria che ridusse i tempi e i costi di trasporto del minerale. Oltre alla bellissima storia che racconta il luogo è altrettanto magnifica la vista che si ha dal sito minerario sul Pan di Zucchero, un faraglione naturale tra i più alti d’Europa. La giornata prosegue a Laveria Lamarmora, uno dei monumenti più suggestivi del paesaggio minerario. Questo luogo così ricco di storia è anche uno degli scenari preferiti per le foto ricordo nel territorio di Iglesias. Al tramonto, lo stabilimento abbandonato si trasforma in un paesaggio indimenticabile. 

La storia millenaria di Iglesias: dal 6000 a.C. a oggi

Nella costa sud occidentale della Sardegna, situata sui rilievi che chiudono la valle del Cixerri, si trova la cittadina di Iglesias.  Spiagge, colline, verdi vallate e il Parco Geominerario Storico e Ambientale che custodisce l’intera storia dell’attività mineraria dell’umanità, dai primordi alle più moderne tecnologie. Sono soprattutto la sua storia, il patrimonio architettonico, le antiche testimonianze del medioevo, le tante reminiscenze della dominazione spagnola e le sue chiese ad affascinare e catturare l’attenzione anche del viaggiatore più esigente, appassionato di storia e di archeologia. Qui il fascino delle origini è custodito dalle chiese medievali nelle quali troviamo stratificati i segni di un glorioso passato, quello di una città anticamente chiamata Villa di Chiesa. Tale nome deriverebbe, sembra, dal gran numero di edifici di culto che nel Medioevo  sono stati edificati. Del resto è proprio il gran numero di edifici di culto, antichi e moderni, a caratterizzare ancora oggi il tessuto urbano dell’attuale città e ad accompagnarne la storia.  6000 -750 a.C. Il territorio di Iglesias fu frequentato sin dal neolitico antico, come attestano gli insediamenti all’aperto estesi sui colli che circondano la città: Cruccueddu, Buoncammino, Monte Altari, Pizzu ‘e Pudda. L’età antica del rame è documentata nelle domus de Janas di San Benedetto e nel villaggio di Via San Leonardo. 750 a.C. – 476 d.C. Fenici, Cartaginesi e Romani, attratti dalle ricchezze minerarie, occuparono le zone costiere. I cartaginesi innalzarono in travertino bianco il tempio di Matzanni sulle pendici del Monte Cuccurdoni Mannu nell’isola amministrativa di San Marco. Al periodo romano risalgono l’insediamento di Corongiu, il ponte di Canonica e le vicina tomba ad arcosolio di Monte Pitzuga. 476 – 1258 Con la conquista vandalica (456 – 534 d.C) l’invio nel Sud-Ovest di una colonia di Maurusi determinò l’imposizione alla regione del nome di Maurreddìa e agli abitanti di Maurreddus. La sede della diocesi Sulcitana, sede prima a Sant’Antioco e poi, nel XIII sec., a Tratalias, fu traslata a Villa di Chiesa tra il 1355 e il 1362. Al periodo tardo bizantino o giudicale appartengono i ruderi di numerose chiese. Entro le mura si segnalano la chiesa del SS. Salvatore, di Sant’Antonio Abate e di San Saturno (oggi Madonna delle Grazie). XIII sec. Nella valle del Cixerri, che andava progressivamente popolandosi di villaggi sparsi, Ugolino della Gherardesca, Conte dei Donoratico e Signore della sesta parte del Cagliaritano, fondò Villa di Chiesa, menzionata per la prima volta in un documento del 1272. Il territorio, ricco di piombo argentifero e perciò conosciuto anche con il nome di Argentaria, vide rifiorire l’attività mineraria. In breve volgere di tempo Villa di Chiesa si sviluppò, manifestando l’esigenza di uno statuto che regolasse sia la vita cittadina, sia l’attività estrattiva delle miniere vicine: il Breve di Villa di Chiesa. Quella pisana fu una fase eccezionale della storia di Iglesias che divenne il centro più importante del meridione sardo dopo Cagliari. 1323 Nel giugno del 1323 le milizie iberiche sbarcarono a Palma di Sulcis puntando direttamente su Villa di Chiesa che, dopo un lungo assedio, il 7 Febbraio 1324, fu costretta alla resa, ottenendo il diritto all’onore delle armi. Aveva, così, inizio il periodo della dominazione catalanoaragonese. L’infante Alfonso, cinque giorni dopo l’occupazione, concedeva alla città il privilegio di coniare moneta d’argento e, nel 1327, approvava e confermava il Breve di Villa di Chiesa. Nell’aprile del 1354 la città venne incendiata e distrutta nel corso della guerra contro Mariano d’Arborea, che riuscì ad impadronirsene. Tornato in possesso della città, Pietro il Cerimonioso dispose il riassetto delle mura. Tuttavia la situazione rimase confusa ed agitata a causa del continuo riaccendersi dei conflitti fra la Corona d’Aragona ed il Giudicato d’Arborea. Lotte e distruzioni determinarono una stasi dell’attività economica.  1479 Nel 1479 la Sardegna passava alla Spagna senza che ciò apportasse alcun cambiamento. L’inetto dominio spagnolo e le pestilenze del ‘600 gravarono duramente sul territorio e le miniere furono abbandonate. 1720 Soltanto nel XVIII secolo, quando l’Isola entrò a far parte del Regno di Sardegna, rinacque l’interesse per l’attività mineraria. Nella seconda metà dell’Ottocento si moltiplicarono i permessi di ricerca e di estrazione per i più svariati minerali, si creò una maestranza numerosa e competente, si perfezionarono gli impianti e l’attrezzatura. Inoltre nacquero nuove imprese. In pochi decenni con l’industria mineraria la Sardegna riuscì a conquistare un rilievo di livello internazionale, Iglesias compresa. La popolazione arrivò ai ventimila abitanti. 1900 La crisi del settore agricolo di inizio Novecento portò a Iglesias circa 16.000 lavoratori e quasi tutti vennero impiegati nelle miniere. Le condizioni lavorative di sfruttamento e di miseria degli operai causarono incidenti e scontri. L’11 Maggio del 1920 ad Iglesias gli scioperanti si scontrarono con Carabinieri e guardie regie. Sette furono i morti e ventisei i feriti. Durante il Ventennio fascista, con la politica autarchica, le miniere ricevettero un nuovo notevolissimo impulso, soprattutto per lo sfruttamento carbonifero del Sulcis.   Tuttavia, il carbone sardo, difficile da estrarsi e di qualità mediocre, non poté reggere a lungo la concorrenza di quello prodotto da altri paesi. Negli ultimi decenni del Novecento le miniere sarde avevano ormai assunto una posizione di definita inferiorità nel mercato mondiale. La perdurante depressione delle quotazioni del piombo zincifero, il progressivo impoverimento dei giacimenti e  l’immane sforzo finanziario richiesto determinarono la cessazione di ogni attività mineraria.  Oggi Iglesias è una città nuova. Le speranze e le energie del territorio sono volte a incrementare l’economia con le nuove attività legate al settore turistico-alberghiero nel quale trovano adeguata collocazione le strutture minerarie, considerate dei gioielli di archeologia industriale.

Sposarsi a Iglesias: i luoghi perfetti per il tuo grande giorno

Non perdete l’occasione di coronare il vostro giorno in un territorio unico e magico come quello del Sulcis Iglesiente. Iglesias offre scorci di impareggiabile bellezza e può rendere il giorno del vostro matrimonio indimenticabile. Per chi desidera sposarsi con rito civile, la città offre sale e location all’aperto dove poter convolare a nozze. Rito civile negli spazi comunali Per il rito civile Iglesias mette a disposizione le seguenti location: Il costo delle location varia a seconda della residenza: residenti (almeno uno dei due coniugi), residenti all’estero o in altro comune.  Per maggiori informazioni su costi e procedure da seguire si consiglia di chiamare il numero dell’Ufficio dello Stato Civile 0781 274324 o recarsi presso lo stesso ufficio in Via Isonzo.